Musica

L'ora blu.

L’ora blu è l’album che segna l’esordio discografico di NICOLA CIOCE. Artista poliedrico (musicista, autore, cantante, attore, speaker), Cioce dà alle stampe la sua prima raccolta di brani inediti trainata dal singolo “La fortuna non esiste”, titolo anche di un progetto parallelo dedicato alle storie di personaggi resilienti; la canzone “Un Solo Giorno” ha invece ispirato un progetto di video interviste sull’amore nella vita quotidiana, realizzato dalle fotografe Antonella Argirò e Alice Demontis (www.unsologiorno.it).

L’ora blu è l’ora di mezzo, il passaggio dalla luce al buio e viceversa; ha il colore stesso della malinconia. Non quella sterile e arresa, ma quella vibrante e a tratti epica. È il momento per lasciare andare il conosciuto e per buttarsi nell’ignoto. Ha il sapore di quei preziosi istanti in cui, a causa di una botta, uno spavento, ci sembra di afferrare il senso delle cose o per lo meno riusciamo a sentirci parte del tutto. L’ora blu è in tutte le mie canzoni perché anche io mi sento così: blu”.

Le sue canzoni sono tracce, immagini sonore, dove l’attenzione per la musica e la cura di ogni suono – anche del timbro vocale – danno vita a un percorso armonico, denso, carico di suggestioni e di emozioni. Canzoni che sono storie, che si prendono il rischio di dire.
Il disco parla d’amore, nelle sue varie forme: c’è l’amore per un figlio immaginato, nella canzone epistolare “Vai”; c’è l’amore per se stessi e la dolce comprensione delle proprie difficoltà in “Quasi”, c’è poi l’amore quotidiano, quello della vita di sempre, “non quello che si canta nelle canzoni”, come lui ama dire, nel brano che rappresenta il cuore dell’album “Un solo giorno”. A partire dalla title track “La fortuna non esiste” il filo invisibile che attraversa tutti i brani è la speranza: “vorrei che, ascoltandolo, le persone potessero farsi una domanda in più, potessero provare a sciogliere un nodo, sentirsi possibili in un cambiamento, in una nuova scelta… con le mie canzoni voglio far stare bene gli altri”. L’orizzonte in cui si muove L’ora blu è quello del pop cantautorale, dove bisogna fermarsi ad ascoltare le parole ma ci si può far trasportare anche dal suono senza paura di emozionarsi. Un disco sensuale, da sentire più che da ascoltare, da lasciare entrare sotto pelle; un album capace di muovere sensazioni e sentimenti profondi ma anche di far sorridere, ballare, giocare (come nell’allegra canzone-ritratto “Daniel Egneus”) . Cioce sa scrivere musica e parole, lo si percepisce in tracce più complesse dal punto di vista musicale come “Credo” e in canzoni dalla struttura narrativa originale come “Punto di contatto”. Quali sono i territori musicali da cui attinge? “Sono cresciuto ascoltando Ivano Fossati, che mi ha ispirato sia per l’approccio alle parole sia per lo stile musicale; nel panorama contemporaneo amo molto la proposta artistica di Niccolò Fabi, che è capace di coniugare la melodia delle belle canzoni con l’impegno e la ricerca di un senso più profondo, che sappia oltrepassare la frontiera della musica leggera”.

L’ORA BLU è stato prodotto artisticamente da Nicola Cioce in collaborazione con Simone Pirovano, Giuliano Dottori e Max Lotti. Altre collaborazioni che hanno arricchito l’album sono quelle con Stefano Brandoni (Malika Ayane, Renga, Ron), Maurizio Baruffaldi (già autore per Mauro Ermanno Giovanardi), e Marti Jane Robertson (ingegnere del suono di Ivano Fossati, Mina e tanti altri).

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